Vagabondaggi, racconti lungo le strade di Pino Cacucci

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libro Vagabondaggi Cacucci

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Dove si vagabonda fra le pagine di Cacucci, raccogliendo frammenti di città e di anima.

 

Lasciarsi portare.

E’ questo il mio modo di infilarmi di nascosto nel taccuino di Pino Cacucci, lasciando le redini alla sua voce.

Perché mi fido del suo istinto, perché mi piace il suo modo di raccontare.

Così ho bighellonato fra questi suoi ‘Vagabondaggi’, passando da Cuba, a una struggente Lisbona,  per poi di passo in passo, passare nella parte sud dell’Europa, fino ad arrivare ai brani che contengono frammenti di Italia.

Cacucci Vagabondaggi

Vagabondaggi, indice

 

A Parma, la Chrysopolis (la città d’oro) dalle battaglie di Bisanzio ai ritratti che ne fece Salgado, scopro l’esistenza di un Club dei 27. I 27 sono persone, ognuna con assegnato un nome di un’opera di Verdi di cui conosce ogni parola e saprebbe cantarla dall’inizio alla fine.

Alcuni racconti mi hanno spinto a fare il bagaglio e a partire, anche senza andare lontano.

L’Elba minerale, percorsa con bici da montagna per

‘scoprire un’isola sorprendente, ignota ai più e capace di proiettare l’escursionista in un mondo perduto e immoto, fatto di vasti spazi [..] tra frammenti di deserti rosso e ocra, sconfinando su Marte mentre si è appena lasciati alle spalle una fitta pineta..’

Cacucci Vagabondaggi isola d'elba

Elba minerale

Cacucci Vagabondaggi isola d'elba

Isola d’Elba – passato minerario

 

Planasia, la Pianosa che conosciamo oggi, nata da un evento tremendo

‘agli albori dell’umanità italica, l’Isola d’Elba era unita al continente e l’apocalisse che la separò sparse nel Tirreno le sette sorelle che oggi compongono l’Arcipelago Toscano. Simili tra loro per geomorfologia, flora e fauna, solo una è completamente diversa dalle altre: affiorando di soli ventinove metri sul mare, Pianosa è piatta come una portaerei in rotta per la Corsica..’

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Pianosa

 

Non so cosa mi attragga delle Isole, ma evidentemente hanno un magnetismo che funziona anche con Cacucci.

Passa anche dall’Asinara e dall’Arcipelago della Maddalena.

Poi torna in Toscana, verso Campiglia Marittima dove troviamo lo splendido panorama verso l’Arcipelago, un Sator nella Pieve di San Giovanni e una lapide in ricordo dell’anarchico Ferrer.

‘Genti di queste terre, appassionate, irruenti ma immancabilmente gentili’.

 

Cacucci Vagabondaggi

Vagabondaggi, indice

 

Ecco Massa Marittima

‘fedele all’usanza di queste parti dove se c’è l’aggettivo ‘marittima’, si può star certi di finire su qualche altura e ben lontani dal mare’.

 

Il singolare Albero del Palazzo dell’Abbondanza, la Città Vecchia, i mirabili costruttori del Duomo, la Torre del Candeliere dove

‘una volta raggiunta la sommità, si gode di una vista impagabile. E la fantasia torna a galoppare, indietro di un millennio, quando i saraceni mettevano a ferro e fuoco ogni insediamento sulla costa’.

Cacucci vagabondaggi Massa Marittima

il Duomo di Massa Marittima

 

Ma dove portano tutti questi viaggi, quale dimensione interiore scoprono?

Un ambivalente legame forse tra l’inquietudine del partire e la nostalgia inconfessabile del tornare.

‘ eppure lo so che sono vagabondo, e che non esiste il luogo dove mi fermerei per sempre: passano i giorni, al massimo i mesi, e mi riprende inesorabile la smania di rimettermi in marcia verso l’orizzonte, curioso di vedere cosa ci sia mai dall’altra parte.’

trekking val d'orcia

*

 

‘e ora torno scoprendo in me un velo di nostalgia che non voglio confessare. Ed entro finalmente nella grande stanza che racchiude il mio universo: i libri fino al soffitto su tutte e quattro le alte pareti’.

 

Curioso come nei libri coesista la traccia che ti fa uscire dal tuo piccolo mondo e, allo stesso tempo, l’impronta che ti fa riconoscere la tua casa.

 

Libro

‘Vagabondaggi’ di Pino Cacucci

Universale Economica Feltrinelli – giugno 2012

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