Trekking a Pianosa: da carcere a Paradiso naturale

- Mare, Passeggiate, Toscana
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Cala del Bruciato

Pianosa fa parte del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano. Un tempo carcere, oggi è un paradiso naturale ideale per un appagante trekking vista mare

Oggi è una di quelle giornate dove vorrei essere da un’altra parte.

Quelle giornate fra la noia e la routine, in cui però non c’è un minuto da perdere! E’ il momento giusto per prendere la scatola dei ricordi ed estrarne uno bello colorato da assaporare poco a poco.

Oggi il colore che ho trovato era un azzurro splendente, era il colore di Pianosa.

Dal mare si materializza come una striscia sottilissima, che acquista sostanza man mano che vi avvicinate.

Pianosa deve il suo nome proprio al suo essere così piatta, senza rilievi che ne movimentino il profilo.

L’aspro isolamento del suo passato come isola-carcere ne ha preservato l’integrità.

Pianosa è rimasta un paradiso naturale e io non vedevo l’ora di scoprirla con un bel trekking.

Curioso no? Evadere con la mente andando a infilarsi in un’isola carcere…

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La sottile striscia dell’isola di Pianosa

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Pianosa, i colori del mare

PIANOSA: TREKKING GUIDATO FRA MARE E NATURA

L’isola di Pianosa fa parte del parco Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, con un livello di tutela molto alto (necessario a preservare l’ambiente). Per questo motivo non è possibile percorrerla liberamente, una limitazione che si comprende e si accetta ben volentieri quando si ha la possibilità di vedere la Natura rispettata e libera di tornare se stessa (una volta tanto!).

Il trekking viene condotto da una guida ambientale autorizzata, con partenza dal porto del piccolo borgo di Pianosa, che una volta era abitato dai familiari del personale in servizio al Carcere.

Durante l’escursione si visitano le vecchie strutture del carcere che gestiva una colonia penale agricola, un pezzo della storia di quest’isola. I muri costruiti dai carcerati si ergono alti e severi, anche se oggi sono incorniciate dalle agave.

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Pianosa, ingresso del carcere

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Le mura costruite dai carcerati

Ma la parte più affascinante è senz’altro l’escursione che costeggia il mare, io l’ho fatta a fine maggio e ho potuto godere delle fioriture della macchia mediterranea. Elicrisi, santoline, rosmarini, cisti, ginepri e altre essenze mescolavano il loro profumo insieme a quello del mare.. La vegetazione è formata infatti da piante che si ambientano nei suoli calcarei.

Pianosa, nei miei ricordi è questo profumo autentico!

Ed è anche la meraviglia di vedere un mare “vero”, coi banchi di posidonia condotti dalla corrente, con le cale completamente incontaminate e le conchiglie fossili che si mescolano a quelle ‘di oggi’..

Che trasparenze a Cala del Bruciato! L’erosione del vento e del mare ha formato delle piccole grotte che qui si osservano molto bene

Pianosa e gli alberi che arrivano ancora a lambire le onde, gli uccelli marini a prendere il sole sugli scogli (appassionati di birdwatching, portatevi il binocolo!).

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Macchia in fiore a Pianosa

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Mare e Natura a Pianosa

PIANOSA: CALA GIOVANNA E IL BORGO ABBANDONATO

La storia di Pianosa parte da lontano  e parte già come luogo di esilio.

Il primo ospite illustre fu Agrippa, il nipote di Augusto, che venne esiliato qui per volere di Livia, la moglie dell’imperatore. Nel passato di Pianosa vi sono anche delle catacombe cristiane, il pirata Dragut, le dispute fra liguri e pisani, la conquista dei francesi e infine l’annessione allo stato italiano.

Dei trascorsi movimentati per un’isola così piccola! Il paese abbandonato venne costruito nell’800 su ordine del direttore del carcere, il Cav. Ponticelli che aveva gusti architettonici eclettici.

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Abbandono a Pianosa

Il Forte Teglia, che domina il porto da sopra lo sperone di roccia, venne costruito da Napoleone Bonaparte durante il suo esilio all’Isola d’Elba

E’ possibile fare il bagno ‘solo’ a Cala Giovanna, la trovate subito sotto il paese.

La spiaggia è di sabbia fine con fondale dolcemente digradante, il mare splendido ricorda quello sardo!

Alle spalle della spiaggia vedrete il muro di cemento armato fatto costruire quando Pianosa era un carcere di massima sicurezza. Non è un granchè da vedere, ma fa parte della storia dell’isola.

Dal 2013 sono stati aperti anche dei siti di immersione autorizzati. Per poter vivere questa esperienza nel mondo marino pianosino bisogna rivolgersi ai diving autorizzati e a guide ambientali subacquee della regione Toscana.    

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Pianosa, Cala Giovanna

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Il porto di Pianosa

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Cala Giovanna

TUSCANY WALKING FESTIVAL

Un’iniziativa del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, il Tuscany Walking festival si ripete anche quest’anno con un programma che non può che incuriosire ogni amante della natura. Il Festival del Camminare ci riporta a vivere la natura con un ritmo lento, il più adatto per imparare a conoscerla e per godere del benefico effetto rilassante che la natura ha su di noi.

Io trovo che sia un modo fantastico di vivere le isole toscane (tra cui anche Pianosa), scoprendole con itinerari e trekking guidati! Ecco come partecipare.

 

INFORMAZIONI

Come raggiungere Pianosa

Il tragitto più breve è quello che parte da Marina di Campo (Isola d’Elba). Si acquista il biglietto in un’ora di navigazione circa si arriva a Pianosa. 

 

Dove alloggiare a Pianosa

A Pianosa è presente solo un piccolo hotel

 

Il Sito Archeologico del Bagno di Agrippa

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Il porto di Pianosa visto da Cala Giovanna

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Le strutture del carcere

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1 Comment

  • Reply
    Emmanuelle
    aprile 14, 2017 at 10:47 pm

    Merci pour cette balade merveilleuse je découvre un endroit de toute beauté .Vos légendes sont une mine d’informations .
    Belle soirée à vous .
    Emmanuelle

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