Sarteano, dentro la Tomba della Quadriga Infernale

Sarteano, dentro la Tomba della Quadriga Infernale
sarteano quadriga infernale
Charun porta la quadriga fuori dalla tomba

Grazie agli eventi de ‘Le notti dell’Archeologia’ che si tengono nel mese di luglio, sono andata a visitare una tomba etrusca molto particolare: la Tomba della Quadriga infernale di Sarteano.

Stringiti a me, Uomo.

Non temere.

La mia quadriga è veloce e sicura.

Leoni e grifi la trainano, roboanti in una nube nera e misteriosa.

Non aver paura di questo passaggio, tornerai al mondo inferiore da dove sei venuto.

Vanth ti illuminerà la strada per tornare alla Madre Terra.

E da lì, fra bestie fantastiche, la tua Anima potrà volare.

Fidati di me, Uomo.

Io sono Charun.

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Charun con la zanna

 

CHARUN, LO PSICOPOMPO DEGLI ETRUSCHI

Charun era uno psicopompo, cioè colui che accompagnava le anime dei morti nel loro viaggio verso il mondo infero (da ‘psyche’ = anima e ‘pompos’ = colui che manda).

Il mondo infero etrusco non è da intendersi come l’inferno cristiano; infero sta per ‘inferiore’, sotterraneo, il grembo della Madre Terra.

Nella Tomba della Quadriga Infernale di Sarteano, Charun ha lasciato l’anima del defunto sulla porta dell’Ade e con la quadriga lanciata a tutta velocità, esce dalla tomba per andare a prendere un’altra anima.

L’aspetto di Charun, nella tomba di Sarteano, è molto particolare: ha una zanna che gli esce dalla bocca, sta sulla quadriga e non ha il martello in mano (il tipico attributo delle rappresentazioni di Charun, il martello con cui recide la vita), i capelli sono rossicci e fluenti al vento.

Nel complesso un aspetto animalesco, spaventoso.

Nella religione etrusca, però, ciò non implica una malvagità, Charun è un demone, ma non nel senso cristiano.

Il suo aspetto mostruoso è probabilmente dovuto al tentativo di esorcizzare le paure dell’uomo nel momento del trapasso dalla vita alla morte.

Gli etruschi credevano che l’anima continuasse a vivere. E infatti Charun non era da solo. Nel dualismo, era accompagnato da Vanth, una divinità femminile, che con le ali e la fiaccola faceva strada alle anime dei morti.

Alla base corre una decorazione di delfini ; il tuffo dei delfini rappresentava il momento di transizione fra la vita e la morte.

La quadriga era portata da grifi e leoni che qui  sono rappresentati con macchie ondulate scure; probabilmente l’utilizzo del doppio colore rimanda ad artigiani orvietani, che lo avevano usato anche per dipingere delle ceramiche.

sarteano quadriga infernale
il tuffo dei delfini
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il doppio colore sul corpo degli animali
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leone, dettaglio

LA TOMBA DELLA QUADRIGA INFERNALE

Oltre a Charun, la porta dell’Ade immette in un primo ambiente dove è raffigurata una kline (il triclinium etrusco) su cui stanno adagiati due uomini.

Uno più vecchio, di carnagione chiara, con la barba in ricrescita, e uno più giovane, dalla carnagione più scura. L’atteggiamento di questa coppia è di grande tenerezza, potrebbero essere padre e figlio o una coppia di amanti.

La posizione delle mani esprime il tocco delicato ed è prova della bravura  di chi dipinse la tomba.

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la coppia di uomini
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la kline coi due uomini
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la delicatezza dei gesti

 

Nel vano in fondo, dove si trova il sarcofago, si agitano minacciosi degli animali fantastici: il Serpente a tre teste, minaccioso mentre digrigna i denti e l’Ippocampo, che si trova nella parete dietro il sarcofago.

Stupenda la spira del corpo del serpente.

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Il Serpente a tre teste
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il sarcofago
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L’ippocampo

 

LA NECROPOLI DELLE PIANACCE

In posizione panoramica, la Necropoli delle Pianacce è composta da più tombe scavate nel travertino, molte delle quali purtroppo sono state depredate  dai tombaroli.

L’affresco della Quadriga Infernale si è conservato con colori così vivi perché la tomba era quasi tutta piena di terra, che ha conservato l’umidità necessaria  per evitare il deterioramento.

La parte centrale dell’affresco è stata danneggiata dai colpi inferti dai tombaroli che saggiavano le pareti della tomba per sentire se ai lati vi fossero altri vani da depredare.

In superficie sono visibili i resti di una zona dove probabilmente era presente un altare per celebrare i riti cultuali, in onore dei defunti.

Nella necropoli sono visitabili altre tombe a dromos (dal nome del lungo corridoio di accesso) che però non presentano decori alle pareti.

I reperti rinvenuti nella Necropoli delle Pianacce sono esposti al Museo Archeologico di Sarteano.

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lo spazio esterno per i riti cultuali
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il dromos, corridoio in uscita dalla tomba
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Necropoli delle Pianacce, una tomba ipogea

 

COME VISITARE LA TOMBA DELLA QUADRIGA INFERNALE

La Tomba è visitabile su prenotazione,  si raggiunge in 5 minuti di macchina dal paese di Sarteano.

Un tratto di strada è a sterro ma percorribile agevolmente andando a bassa velocità.

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la visita guidata
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vista dalla Necropoli delle Pianacce
amarisla

Ciao, mi chiamo Serena e Amarisla è il mio progetto dedicato alla Toscana e ai Giardini, un taccuino di viaggio con i miei racconti e consigli. Sono nata e cresciuta a Milano, ma da 12 anni vivo in Toscana perchè ho dato ascolto a un sogno: trasferirmi dalla città alle colline senesi..

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