San Quirico d’Orcia: i simboli della Collegiata

- Arte, Cultura, Toscana, Val d'Orcia
San Quirico d’Orcia, uno dei borghi più belli della Val d’Orcia, raccoglie nella sua Collegiata molti simboli da scoprire.

La Collegiata dei SS. Quirico e Giulitta risale al secolo XII ed è un esempio molto bello del romanico che spesso ritroviamo nelle pievi toscane. Sorge su una precedente costruzione paleocristiana, la pieve di Osenna

Costruita con una pietra candida, che assume tonalità dorate al tramonto, è impreziosita da tre portali e da capitelli zoomorfi. Il portale principale è quello più antico, mentre i due portali laterali, posti lungo la via Francigena, risalgono al 1298.

Si trova nella piazza del Comune, vicina ad un pozzo ed è ornata da due campanili di epoche diverse

La prima volta che la vidi, anni fa, rimasi subito colpita dall’architrave del portale di ingresso: recava scolpiti a bassorilievo quelli che allora mi parvero… due coccodrilli!

Cosa mai ci fanno due coccodrilli su una chiesa? Mi domandai..

La vera domanda era invece quante cose ignorassi circa la complessa simbologia racchiusa nelle pievi.

Le Colonne Annodate

Il primo elemento che salta agli occhi avvicinandosi al portale, sono le colonne annodate.

Questo particolare tipo di colonne prende il nome di “ofitiche”; la parola deriva dal greco “ophis” che significa serpente. Le colonne ofitiche presentano un nodo, un simbolo importante; la tradizione biblica tramanda che ornassero  il Tempio di Salomone a Gerusalemme. Nella credenza popolare i nodi proteggevano dal male.

Le colonne poggiano su due leonesse. (in un portale laterale invece, le colonne poggiano su leoni).

Le colonne annodate si trovano in altre architetture in Italia e all’estero, sarebbe interessante riuscire a scoprirle tutte.

Portale antico: colonne annodate e "coccodrilli"

Portale antico: colonne annodate e “coccodrilli”

Il portale con i Draghi

Quelli che una volta avevo chiamato coccodrilli, in realtà sembrano essere una coppia di draghi o serpenti con le ali e con testine. Il richiamo ai serpenti ha una doppia valenza: sia sapienziale, sia di fertilità. Per centinaia di anni, il serpente è stato il simbolo positivo del mondo sotterraneo da cui ha inizio la vita. Nella mitologia classica, Dioniso viene spesso rappresentato come un serpente; esso viene fatto a pezzi e sotterrato, rinascendo ciclicamente come la vegetazione durante l’alternarsi delle stagioni. E’ plausibile che nelle zone di campagna, fosse il significato di fertilità della terra a prevalere.

Nel motivo decorativo del portale sono presenti anche animali, delle testine umane e due piccole sirene, un altro simbolo importante che si ritrova in numerose pievi toscane, come nella pieve di San Vito a Corsignano e nella Pieve di Gropina.

I portali laterali

Nel lato verso la piazza, si affacciano due portali, risalgono al 1298 e sono, uno opera di Giovanni Pisano e uno di Lotto.

Quello con le colonne costituite da due uomini poggianti su leoni (telamoni), reca dei capitelli in cui sono scolpiti aquile, draghi, motivi floreali, forse anche dei corvi. Particolare è la finestra bifora, nella parte alta presenta un piccolo drago  mentre la colonnina centrale è sorretta da un uomo.. forse la “firma” dei costruttori di questa singolare chiesa?

Lascio a voi il piacere di scoprirlo..

L'Uomo che sorregge il peso della costruzione

L’Uomo che sorregge il peso della costruzione

Informazioni utili

Per visitare la Collegiata, il sito dell’Arcidiocesi

Il riconoscimento Unesco per la Val d’Orcia

Il sito del Parco della Val d’Orcia

Bibliografia

“Il serpente e la sirena – il sacro e l’enigma nelle pievi toscane” – Silvio Bernardini – Editrice DonChisciotte

 

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