San Pietro in Valle: un’antica abbazia in Valnerina

- Cultura, Natura, Umbria

Un racconto alla scoperta dell’antica Abbazia di San Pietro in Valle, un vero e proprio scrigno di tesori per iniziare a scoprire il fascino della Valnerina

 

Spesso, quando sono alla scoperta di un posto nuovo, mi capita di sbagliare strada.

La volta che sono andata alla ricerca dell’Abbazia di San Pietro in Valle, non ha fatto eccezione.

Invece di salire dalla strada più larga ed asfaltata, provenendo da Castel San Felice, ho trovato prima l’imbocco stretto che conduce all’abbazia. Questa strada diventa presto sterrata e si restringe, tanto che ho tenuto le dita incrociate sperando di non incontrare nessuno dalla direzione opposta. La strada si srotola in quota e offre una bellissima vista sui boschi circostanti, conducendo a San Pietro in Valle nel modo meno comodo, è vero, ma senz’altro più poetico.

Quando, svoltando una curva, mi è apparsa l’Abbazia, mi è sembrato un tesoro accoccolato fra i boschi da un tempo immemore.

Avvicinarsi a quelle pietre antiche, scendere dalla macchina quasi in silenzio, già catturati dall’atmosfera del luogo è un tutt’uno.

Per visitare la chiesa, dopo aver salito delle scale in pietra, si percorre un sentiero ombroso, protetto da una fila di cipressi.

Il Silenzio scende su di voi, di passo in passo,  ascoltiamo..

A piedi verso l'Abbazia

A piedi verso l’Abbazia

L’Arte a San Pietro in Valle

La Chiesa presenta una pianta a T con copertura a capriate lignee, secondo il modo paleocristiano. La facciata è semplicemente adorna di un oculo circolare e di un portale di epoca rinascimentale. Davanti alla facciata vi è uno slargo a prato che permette di allontanarsi  e osservare l’abbazia nella sua purezza di linee. La Torre che svetta a lato della Chiesa, è edificata in stile romanico.

Entrando, gli affreschi lasciano a bocca aperta!

Lungo la navata dipinti di scuola romana narrano episodi dell’Antico e del Nuovo Testamento; la mano dell’ignoto pittore si distacca dallo statico stile pittorico bizantino, inserendo il dinamismo nelle figure, un’innovazione in anticipo di un secolo e mezzo rispetto alla pittura umbra del Cavallini e alla scuola di Giotto.

Affreschi dell'Antico Testamento

Affreschi dell’Antico Testamento

San Pietro in Valle custodisce anche opere d’arte lapidee: un’urna romana in alabastro contenente i resti di Faroaldo II, urne con scene di caccia al cinghiale e, una rarità, un altare che da solo varrebbe la visita all’Abbazia, sono rimasta incantata a scrutarne i simboli, una ricchezza decorativa particolare, che non avevo mai visto prima.

 

La Storia di San Pietro in Valle

L’abbazia nasce per la presenza di due eremiti, Lazzaro e Giovanni che nel 535 si stanziarono nella valle umbra di Suppegna. Come spesso accade, l’abbazia probabilmente sorge su una villa romana, si pensa addirittura ad un preesistente tempio pagano. L’Abbate Lazzaro riceve il consenso da Faroaldo I, di dinastia longobarda risiedente a Spoleto. Successivamente, Faroaldo II visse presso l’Abbazia fino alla sua morte (il corpo è conservato in un sarcofago posto nel transetto di destra).

Verso il termine del IX secolo, l’abbazia fu saccheggiata dai Saraceni, tanto che Ottone III nel 996 si impegnò in un restauro per cercare di salvare quanto più possibile. Nel XIII secolo l’abbazia viene assegnata ai Cistercensi, mentre nel XV secolo, Papa Innocenzo VIII la dona alla propria famiglia, i Cybo. L’Abbazia passa così sotto il dominio di Franceschetto Cybo, duca di Spoleto e conte di Ferentillo.

Oggi l’Abbazia ospita una residenza d’epoca molto elegante, che è possibile sbirciare mentre ci si reca alla visita della chiesa.

san pietro in valle hotel de charme

Residenza d’epoca

Bibliografia

Comune di Ferentillo  – San Pietro in Valle

Gruppo archeologico Naharki della Valnerina

Previous Story
Next Story

You Might Also Like

No Comments

Leave a Reply

Translate »
Close