Roma insolita: lo stile liberty alla Casina delle Civette

- Cultura, Lazio

Roma è una signora che porta con disinvoltura svariati secoli di storia e di arte.

E come ogni vecchia signora che si rispetti, con l’età, si concede qualche guizzo eccentrico, così Roma si è regalata una dimora eclettica, la Casina delle Civette.

L’autore di questo singolare dono, fu, anni fa, un Principe.

La famiglia Torlonia

Che in partenza però , principe non era. Alessandro Torlonia prima e Giovanni Torlonia poi appartenevano infatti a una famiglia romana di mercanti di tessuti in Piazza di Spagna, famiglia che fece una discreta fortuna, visto che arrivò persino a fondare una banca e a bonificare la piana del Fucino. Il titolo nobiliare fu così “acquisito”, iniziarono con l’essere duchi per poi passare a Principi, in proporzione con la ricchezza enorme accumulata (addirittura il popolino, usava dire “Torlonia” per indicare una ricchezza sconfinata!).

I fasti dei Torlonia si possono facilmente indovinare visitando il grande parco che ospita la Villa Torlonia, dall’aspetto imponente.

Ma quella che vi voglio raccontare è invece una sorta di “amusement” voluto da Alessandro e Giovanni, che si sono sbizzarriti e hanno fatto sbizzarrire artisti-artigiani vetrai, disegnatori, ebanisti per comporre in un insieme variegato e curioso una costruzione rara  in una città “classica” come Roma.

Nasce la Casina delle Civette

La prima costruzione della Casina (1840) non aveva l’aspetto attuale, era caratterizzata da l’esterno in tufo bugnato e gli interni dipinti a tempera ad imitazione di rocce, aveva anche un altro nome, la Casina Svizzera. Venne poi rimaneggiata nel 1908 con numerose aggiunte, prendendo il nome di “Villaggio Medioevale” fino a diventare poi la “Casina delle Civette” che conosciamo oggi grazie a delle vetrate con civette aggiunte nel 1916.

Dopo anni di abbandono e vandalismo, la Casina è stata restaurata ed è oggi aperta alle visite.

Ingresso principale

Ingresso principale

Visita della Casina delle Civette

Sfido chiunque a non essere incuriosito dall’aspetto un po’ “strambo” di questa costruzione. Ha un riuscito mix di gotico e nordeuropeo, loggette, passaggi, scale, si sommano e già dall’esterno le conferiscono un alone di mistero. Entrando, si viene avvolti dalla luce verde di un salone a doppia altezza, con pareti affrescate con nastri, trifogli, festoni. Questa sensazione mi ha ricordato un po’ Les Fleurs du Mal di Baudelaire, un senso di mistero permea gli ambienti della Casina, dove ogni stanza declina vetrate, stucchi, affreschi, ferri lavorati e boiseries secondo un preciso tema stilistico, lo stile Liberty declinato in mille sfumature.

I trifogli, i pavoni, i cigni, le lumache, le rondini, vi accompagneranno di stanza in stanza, raccontando per simboli la raffinata conoscenza del Principe Giovanni Torlonia.

E colei che vi aveva accolto sull’ingresso principale, rifà capolino da una vetrata in una stanza appartata, l’ho vista in penombra e, di nuovo, pareva che la luce verde emanasse dai suoi occhi.

La Civetta, Athene noctua, cioè “Atena notturna”, l’uccello sacro alla dea Atena, simbolo di sapienza, di telepatia e di chiaroveggenza, si è posato nel cuore di Roma, nella dimora di un uomo che aveva imparato a “vedere nel buio”.

Vetrata con Civette

Vetrata con Civette

Info utili

Per informazioni sulla visita alla Casina delle Civette, leggi qui

La Casina delle Civette ha anche una stanza bellissima decorata con tralci di rose, ne parlo in questo articolo

Previous Story
Next Story

You Might Also Like

No Comments

Leave a Reply

Translate »
Close