Radicofani: cosa vedere nel borgo di Ghino di Tacco

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Radicofani, Ghino di Tacco e l’Amiata

Una tappa imperdibile della Val d’Orcia: Radicofani e il leggendario Ghino di Tacco. Dalla Rocca al Bosco Isabella, un borgo ammantato di mistero.

Ghino di Tacco sarebbe orgoglioso di vedere come il suo borgo si è conservato nei secoli.

Fiero,  distante dal turismo di massa che troppo spesso snatura il Genius Loci di un posto.

Questo cavaliere indomito, da molti visto come un brigante, non cedette mai al potere di Siena; difese la propria indipendenza fino a pagare il prezzo della vita.

A Radicofani si respira questa atmosfera di assoluti.

Sarà la vista mozzafiato, sarà il respiro della storia che ancora parla fra i suoi vicoli.

Radicofani ha integra la sua anima.

Ogni giorno la nutre alle sue antiche fonti, la forgia sotto l’influenza benevola dell’Amiata.

Ghino di Tacco veglia ancora su Radicofani, lo sguardo diretto come una freccia verso la cima della sua Rocca.

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Radicofani, la Rocca

Cosa Vedere a Radicofani

La Rocca di Ghino di Tacco

Dalla Fortezza di Radicofani si domina tutta la Val d’Orcia. Con più di mille anni di storia alle spalle, la Fortezza conserva ancora buona parte delle strutture in pietra. Oggi ospita il Museo del Cassero  ed è possibile visitarla (ingresso 4 euro). Il percorso si articola fra i cunicoli sotterranei, i bastioni e i tre piani del cassero.

Imperdibile la salita nella Rocca: vi troverete a circa 1000 metri di altitudine con una vista panoramica indimenticabile su tutta la Val d’Orcia.

 

La Chiesa di San Pietro e la statua di Ghino di Tacco

Passeggiando fra i vicoli del borgo, si arriva alla piazza centrale e alla Chiesa di San Pietro.  Costruita in pietra vulcanica nel secolo X-XI, con un’architettura romanico-gotica , un portale duecentesco e una finestra bifora in facciata. L’interno ombroso  invita al raccoglimento e all’ascolto. Qui pulsa la devozione degli abitanti di Radicofani, la chiesa custodisce anche una Madonna nera in legno.

Una volta usciti, aperto sulla Val d’Orcia, troverete un piccolo parco pubblico.

Sedetevi sulle panchine e godete con calma dello splendido panorama che vi si apre davanti.

Troverete anche una statua in pietra: rappresenta l’anima antica di Radicofani. Ghino di Tacco volge lo sguardo fiero verso il paese e la “sua” imprendibile Rocca.

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Radicofani, panorama dai giardini pubblici

 

Il Casale della Posta e la Fontana Medicea

Radicofani era una tappa della via Francigena dove i pellegrini e i viaggiatori trovavano uno spartano ristoro.

Fatto costruire dai Medici nel ‘500, il Casale della Posta si raggiunge con una breve passeggiata a piedi: scendendo dal centro storico di Radicofani, ci appare incorniciato da un doppio filare di cipressi.

La facciata semplice ed austera presenta un doppio loggiato e ha accolto i viaggiatori fino alla fine del 1800. Vi hanno trovato alloggio, fra gli altri,  anche Casanova, Stendhal, Charles Dickens e Goethe. Dall’altro lato della strada, la Fontana seicentesca in pietra riporta lo stemma mediceo sorretto da due angeli in pietra.

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Radicofani, Casale della Posta

 

Il Bosco Isabella

Il Bosco Isabella è un giardino romantico di due ettari posto a sud di Radicofani. L’ideatore del giardino fu Odoardo Luchini che lo dedicò a sua moglie Isabella. La conformazione del giardino risente dei gusti della famiglia Luchini che aveva viaggiato molto nei paesi anglosassoni. I giardini romantici inglesi di fine ottocento sono il modello a cui si rifà Luchini per realizzare un giardino in armonia con la natura.

Oggi il Bosco Isabella è di proprietà comunale e visitabile gratuitamente.

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Radicofani, il Bosco Isabella

 

Dove Mangiare a Radicofani

Radicofani, come altri borghi della Val d’Orcia, ha ristoranti che offrono la gustosa cucina tipica toscana.

Sono stata personalmente al Ristorante la Grotta, di cui ho scritto una recensione.

 

Ghino di Tacco: chi era il Robin Hood della Val d’Orcia

Ghino, nasce nel 1265 figlio di Tacco, esponente della nobiltà ghibellina della Val di Chiana in rotta con lo schieramento guelfo del potere comunale senese.

Quando il padre e lo zio di Ghino vengono catturati e decapitati in piazza del Campo a Siena, Ghino fugge e diventa, agli occhi del potere costituito, un fuorilegge.

Vive come un bandito finchè, aiutato da un gruppo di compagni, riesce nell’impresa che cambierà la sua vita: nel 1297 conquista la Rocca di Radicofani, fino ad allora sotto il dominio pontificio.

Grazie alla posizione della Rocca, Ghino controlla il traffico di merci e di persone che passano dalla Val d’Orcia per raggiungere Roma. Compie incursioni e furti: la leggenda dice sempre e solo ai danni di viaggiatori facoltosi, senza mai torcere un capello ai poveri.

Ghino ha un temperamento di fuoco. Rischiando molto, giunge fino a Roma per vendicare la morte del padre e dello zio. Sta cercando il giudice Benincasa che li ha condannati a morte. Lo trova, facendo irruzione nei palazzi del Campidoglio e gli taglia la testa. Grazie ai cavalieri che lo accompagnano, riesce a fuggire e a tornare a Radicofani. Espone la testa di Benincasa sulla Rocca, in segno di vendetta e di ammonimento.

(fonte rivista “Il Medioevo” – ottobre 2014)

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Radicofani, vista dalla strada per Contignano

 

Informazioni Utili

La Fortezza di Radicofani, orari

Il Comune di Radicofani

Il Riconoscimento Unesco per la Val d’Orcia

Radicofani fa parte del Parco della Val d’Orcia

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Radicofani, vista sul Monte Amiata

 

 

 

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