Il Museo di Arte Orientale ad Arcidosso: il Tibet si svela su una Montagna di Fuoco

- Arte, Cultura, Toscana
Arcidosso Museo Tibet

il soffitto

 

Una cosa curiosa da vedere ad Arcidosso è il suo Museo di Arte Orientale. L’avreste mai detto di poter trovare il Tibet sul Monte Amiata?

Quassù siamo fra esseri abituati alla testimonianza del sole e del vento, alle grandi cose a cui è inutile mentire

(‘Segreto Tibet’ – Fosco Maraini)

 

Grazie alla Comunità Dzogchen che ha creato il centro Merigar più di 30 anni fa, ad Arcidosso ho trovato il Maco, un piccolo e ben nutrito Museo di Arte e Cultura Orientale.

Con pochi passi e molto cuore, si varca l’ingresso del museo per seguire la traccia di Giuseppe Tucci, il più grande tibetologo del mondo.

Penso che sete di conoscenza, quanto rispetto e perseveranza riempivano Tucci e gli uomini delle sue numerose spedizioni in Tibet e Nepal.

Con lui viaggiò anche Fosco Maraini che scrisse ‘Segreto Tibet’, un libro che desidero leggere da tempo.

Le spedizioni di Tucci sono ricordate all’inizio del percorso museale, ebbero luogo sin dagli anni ’30, ma è solo nel 1948 che Tucci riesce a coronare il suo sogno: entrare a Lhasa, ‘la Città degli Dei’..

Arcidosso Museo Tibet

Giuseppe Tucci

Arcidosso Museo Tibet

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Arcidosso Museo Tibet

interno del museo

 

I NOMADI E LE CONDIZIONI ESTREME DELL’ALTOPIANO HIMALAYANO

Freddo e atmosfera rarefatta.

Il diritto di vivere in un ambiente puro, i nomadi l’hanno conquistato con privazioni e alto senso di adattamento.

I telai portatili, le piccole selle lavorate mi parlano di uomini e donne in continuo movimento.

Arcidosso Museo Tibet

sella e altri oggetti dei nomadi

 

Arcidosso Museo Tibet

telaio portatile

 

I nomadi tibetani affondano le loro radici nella storia più antica dell’Asia. 

Vivono di pastorizia sull’altipiano più alto del mondo (circa 4000 m di quota), in piccoli gruppi formati da quattro o cinque famiglie. Abitano in tende di yak: le donne mungono le femmine di yak, preparano il burro e il formaggio, tessono la lana e si occupano dei riti di purificazione mentre gli uomini badano al pascolo.

Arcidosso Museo Tibet

occhiali da sole usati dai nomadi

 

Quassù invece è un’altra lotta, non tanto delle specie tra di loro, ma delle specie con gli elementi, contro il vento, il gelo, il minerale, la valanga, la tempesta. [..]ci troviamo in una selva segaligna ed asciutta dove la furbizia non conta perché valgono la forza sostanziale, la resistenza, il vigore innato. [..]

 

 

I LIBRI SACRI TIBETANI

I libri, in qualunque lingua siano scritti, hanno su di me un potere magnetico. Non sono ‘solo’ carta ma i vettori di una sapienza millenaria.

Presso il Maco è esposta una prima rarissima edizione  di ‘Alphabetum tibetanum’ del 1762, scritta dall’orientalista e bibliotecario Agostino Antonio Giorgi; questo libro serviva come aiuto per i missionari operanti nelle regioni di lingua tibetana.

Arcidosso Museo Tibet

alfabeto tibetano

Arcidosso Museo Tibet

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Nella tradizione tibetana i libri sono importantissimi: contengono la parola di Buddha e degli Illuminati. La carta veniva ricavata  dalla corteccia di alcuni arbusti tipici del Tibet.

I libri tibetani, chiamati ‘pe-cha’, sono formati da fogli lunghi e stretti, pressati fra due tavole, avvolte poi in un drappo di seta o cotone.

Per i libri scritti a mano, si usava un pennino di legno intinto nell’inchiostro di china.

Successivamente i monaci tibetani importarono la stampa xilografica dalla Cina: i libri vennero distribuiti più facilmente ai monasteri e alla gente comune. Si partiva da un libro ‘mastro’  da cui si ricavavano le matrici di stampa. Le matrici erano tavolette di legno incise per avere i caratteri in rilievo. Venivano poi cosparse con inchiostro e pressate sul foglio.

I libri più preziosi avevano fogli color indaco e le lettere, invece dell’inchiostro, erano scritte con polvere d’oro.

Arcidosso Museo Tibet

un antico libro tibetano

Arcidosso Museo Tibet

la sezione dedicata alla scrittura tibetana

 

Arcidosso Museo Tibet

libro con raffinata copertina intagliata, fogli neri e scrittura in oro e argento

 

LE DANZE RITUALI TIBETANE

La Danza in molte culture è un modo per avvicinarsi al divino.

Queste maschere vengono indossate durante la Danza Cham delle Cinque Sorelle della Longevità, per celebrare il legame con le divinità delle montagne. Ogni divinità femminile ha un colore corrispondente alla direzione dello spazio cui presiede, è accompagnata da una figura maschile dello stesso colore e ha un animale come cavalcatura: il leone delle nevi, la cavalla, la tigre, la cerva, il drago turchese.

Arcidosso Museo Tibet

maschere indossate nelle danze rituali

Arcidosso Museo Tibet

drago, strumento musicaale

 

I MANDALA

Al piano superiore del Maco sono esposti numerosi e magnifici mandala.

Il mandala è un disegno simbolico, un palazzo con un centro e quattro porte che rappresentano le quattro direzioni, il tutto racchiuso in un cerchio. I cinque elementi (acqua, aria, spazio, fuoco e terra) sono rappresentati nel mandala con diverse forme geometriche.

I mandala servono per essere contemplati.

Il cerchio e il quadrato, simboli molto importanti anche nelle nostre Architetture.

Arcidosso Museo Tibet

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Arcidosso Museo Tibet

il piano superiore

 

Mi affascina scoprire elementi di una cultura così lontana dalla nostra.

Un tesoro così prezioso non poteva che essere custodito su una Montagna di Fuoco: l’Amiata.

Arcidosso Museo Tibet

Arcidosso – Museo di Arte e Cultura Orientale

 

Arcidosso Museo Tibet

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Poi in cielo ci sono nuvole sciolte e veloci che galoppano all’impazzata nel vento di lassù; le loro ombre corrono pei fianchi dei poggi, li carezzano, ne mutano istantaneamente colori e umori; si passa dal giallo vivo all’ocra, al viola, al paonazzo, e dal severo o dall’imbronciato brutto alla festa di luce. É una danza continua d’ombre e di schiarite: i monti divengono fluidi come un mare dalle onde giganti

 

IL MACO DI ARCIDOSSO ORARI

Maco – piazza Castello, 1 – Arcidosso

Orari 

Arcidosso Museo Tibet

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