Il Mercato delle Gaite di Bevagna: memoria viva

- Borghi, Cultura, Umbria
Bevagna Gaite

Porta Cannara

Il Mercato delle Gaite di Bevagna è una delle più importanti manifestazioni storiche dell’Umbria, un incontro affascinante con le Botteghe artigiane medioevali.

Non sono molte le cose che so fare a mano.

So cucinare, impastare focacce e preparare dolci. So crescere le piante del mio giardino, semi, bulbi e piccole talee da accudire con pazienza.

Già sul cucire e rammendare ho qualche incertezza.

Forse è per questa mia mancanza che il Mercato delle Gaite di Bevagna mi ha incuriosito così tanto.

Poter vedere di persona mani che sanno fare, che portano con sé la sapienza tramandata da chi faceva prima di loro. Le botteghe artigiane medioevali  ricostruite in ogni dettaglio.

Assistere a come si fanno davvero la carta, la stoffa, il vetro, i libri miniati… che capolavori!

Bevagna Gaite

Bevagna, la Cartiera

Oggi siamo abituati a vedere un prodotto finito, spesso omologato, che arriva a noi dopo essere passato attraverso un sacco di macchine.

Spersonalizzato, senza storia.

Grazie alle Gaite invece puoi guardare negli occhi l’uomo che ti spiega la sua Arte, non c’è nessuna distanza. Sei lì ad ammirare incantato, a fare domande, a scoprire.

A Bevagna le mani si muovono con perizia, quasi una danza iniziata centinaia d’anni fa, gesti che si ripetono, volta dopo volta. Gesti antichi in cui ognuno lascia un pezzetto di sé.

Bevagna Gaite

il banco della rilegatura

E’ questa partecipazione sentita e corale che mi ha emozionato di più delle Gaite:  la passione del raccontare e condividere la propria Storia Artigiana.

Un rito, quello del Racconto, che l’Uomo celebra da che si ha memoria.

Le Gaite di Bevagna, Memoria Viva.

Bevagna Gaite

Duomo di Bevagna

Bevagna Gaite

il foglio di carta viene steso sulle pezze di stoffa

LA CARTIERA, UN SEGRETO RUBATO IN PRIGIONE

Inizio la mia esplorazione  dalla Cartiera della Gaita di San Giovanni. Il mio amore per i libri mi porta inevitabilmente al materiale di cui sono fatti oggi, la Carta.

Quando sono entrata nella prima stanza della Cartiera, non immaginavo che  il segreto della Carta fosse stato rubato addirittura in una prigione!

Come ha detto il signore della Cartiera, un prigioniero arabo rivelò il segreto della Carta bambagina in una prigione di Fabriano. Bisogna procurarsi degli stracci e che siano di cotone, non di materiali animali (la lana comprometterebbe la riuscita della carta).

Sminuzzarli, sbiancarli, macinarli in una grande macchina in legno che funziona ancora oggi (avete davanti ai vostri occhi il primo albero motore!).

Bevagna Gaite

il Cartaro taglia gli stracci in piccoli pezzi

Bevagna Gaite

Cartiera: pila a magli multipli che batte i cenci per farli diventare poltiglia

La poltiglia viene raccolta in un grande tino e il Cartaro vi immerge una cornice di legno fra cui sono tesi, vicinissimi, tanti fili di rame e il sigillo che deve restare impresso sul foglio di carta.

Scola il liquido in eccesso dal telaio, ed ecco il foglio di carta, pronto per essere rovesciato fra i teli.

Sarà steso ad asciugare, poi immerso nella collatura per renderlo impermeabile. Una volta pressato, sarà poi passato alla fase della calandratura, per renderlo il più liscio possibile.

Bevagna Gaite

il Cartaro forma il foglio di carta

Bevagna Gaite

i fogli di carta stesi ad asciugare

Quel foglio di carta, con una trama così bella, sarebbe da appendere bianco e guardarselo così.

La Cartiera di Bevagna è attiva ancora oggi e produce a mano i suoi preziosi fogli.

Bevagna Gaite

la bellissima trama della carta

Bevagna Gaite

i fogli nella fase di calandratura vengono lisciati a mano con una pietra

 

IL MASTRO VETRAIO, UNA DANZA FRAGILE ED INCANDESCENTE

Una volta uscita dalla Cartiera, un grande slargo a prato ospitava la ricostruzione fedele dell’attività artigiana del Vetraio.

Dal calore incredibile della fucina, il Maestro Vetraio estraeva una piccola massa vetrosa incandescente.. e lì iniziava la danza delle sue mani, i piccoli tocchi con gli attrezzi in ferro, il suo fiato per dare forma al vetro.. veloce e sicuro, da vita a qualcosa di unico, che sia un boccale o un piccolo cavallo al galoppo..

Bevagna Gaite

l’Arte del Vetro

Bevagna Gaite

Bevagna, la preparazione del vetro

 

LA TINTORIA, UNA RICERCA FRA NATURA E MAGIA

L’uscio della Tintoria, nella Gaita di San Pietro, è socchiuso sui panni colorati.

Sbircio incuriosita, in attesa che il buon signore che ci farà da guida inizi la sua spiegazione.

Quando sono entrata, non me la immaginavo così! Grossi calderoni in muratura, ognuno adibito alla tinta di un colore. L’orgoglio e l’amore passano dalla voce narrante del Tintore che ci spiega con quali erbe, radici ed arbusti si ottenevano in passato i colori!

Bevagna Gaite

La Tintoria

Il Giallo dalla Reseda, il Verde, il Rosso dalle radici della Robbia, il magico blu dal Guado  e il suo procedimento delicato (che prevedeva anche l’utilizzo dell’urina fermentata). Non c’era esattamente un’atmosfera salubre all’interno delle tintorie medioevali!

La particolarità del blu era dovuta al fatto che la lana o la stoffa in fase di tintura non assumevano il colore mentre erano immerse nel calderone.. solo una volta estratte, la reazione chimica a contatto con l’aria dava origine… puff!! in pochi istanti alla colorazione blu.. quasi una magia!

Bevagna Gaite

Le tinte naturali

Bevagna Gaite

la Tintoria

 

IL LIBRO MINIATO, NEI MONASTERI IL TESORO PIU’ GRANDE

Come ultima tappa della mia visita al Mercato delle Gaite, mi sono lasciata una vera chicca: la realizzazione del Libro Miniato!

I Frati Domenicani iniziano il loro racconto dal processo per ottenere la pergamena.

Fra battute di spirito e spiegazioni accurate, lasciamo le botteghe esterne, per entrare negli spazi solenni del monastero, dove la pergamena viene rifinita, prima di passare agli amanuensi.

Bevagna Gaite

preparazione delle pergamene

E’ stato ricostruito con minuzia di dettagli anche il Laboratorio dell’Alchimista,  che aveva il compito di ottenere i pigmenti di colore da usare per le miniature e il nero dell’inchiostro..

(gli esperimenti dell’Alchimista, in un’epoca dove la chimica era ancora sconosciuta, non avevano sempre un buon esito sulla salute dell’Alchimista stesso…ehm..)

Bevagna Gaite

il Laboratorio dell’Alchimista

A seguire la postazione dei monaci amanuensi, che scrivevano stando in piedi,  ‘copiando’ letteralmente la forma di ogni parola.. gli amanuensi infatti non sapevano leggere! La sapienza contenuta nei libri era riservata a pochi..

Bevagna Gaite

la postazione degli amanuensi

La pagina scritta passava poi all’applicazione della foglia d’oro e, come ultimo passaggio, alla decorazione coi pigmenti colorati.

Il monaco miniatore era davvero artista. Io ho perso la testa a vedere il tavolo di lavoro pieno di ciotoline e conchiglie, ciascuna con un pigmento diverso..

Bevagna Gaite

applicazione della foglia d’oro

Bevagna Gaite

il tavolo del miniatore.. meraviglioso!

 

Completata la decorazione, il libro poteva finalmente essere rilegato.

Pensate quanto lavoro artigiano  serve per creare un libro miniato.

Un tesoro più importante di qualsiasi gioiello, custode di una sapienza riservata a pochi!

Bevagna Gaite

la rilegatura del libro

Bevagna Gaite

la pagina miniata

 

INFORMAZIONI UTILI

Il Mercato delle Gaite di Bevagna si svolge ogni anno, nella seconda metà di giugno e dura una decina di giorni.

Oltre alla visita delle botteghe artigiane, si tengono eventi musicali  e si mangia in strada, tutti insieme, la gustosa cucina umbra (dovete assolutamente assaggiare gli arrosticini!).

Sono riuscita a visitare solo quattro botteghe medioevali, ma ve ne erano altre altrettanto interessanti! Le Spezieria, la Cereria, la Seteria, la Zecca.. l’anno prossimo devo tornare, mi sa..

Per chi volesse conoscere i mestieri medioevali durante l’anno, alcuni sono aperti su prenotazione

Bevagna Gaite

il profumo invitante degli Arrosticini!

Bevagna Gaite

Bevagna, i tavoli per mangiare insieme

Come arrivare a Bevagna

Bevagna si trova in Umbria. 

Da Nord: Autostrada del Sole A1, uscita Valdichiana, quindi SS. 75 direzione Perugia – Foligno – Bevagna

Da Sud: Autostrada del Sole A1, uscita Orte, quindi SS. Flaminia direzione Terni – Spoleto – Foligno – Bevagna

La macchina va lasciata in uno dei parcheggi al di fuori delle mura di Bevagna, il cui centro storico è ZTL (menomale!).

Bevagna Gaite

i pigmenti dell’Alchimista

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1 Comment

  • Reply
    TIZIANA SANNA
    luglio 21, 2017 at 3:23 am

    Che reportage magnifico Serena! *-*
    Le foto sono stupende ed il racconto….è quasi come esserci stata!
    Dev’essere stato interessantissimo! Fantastica la storia della creazione della carta a Fabriano ed il lavoro del miniatore mi ha sempre affascinato!
    Grazie per questo racconto così accattivante, letto d’un fiato alle tre di notte
    Baci! Notte!

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