Itinerario arabo-normanno: la Zisa e la Cuba, fra sollazzi reali e diavoli

- Cultura, Palermo, Sicilia
la Zisa Palermo

La Zisa, verso i giardini

 

Dove si racconta dell’itinerario arabo-normanno, una visita alla Zisa e alla Cuba per suggerirti cosa vedere a Palermo

 

‘quando entrai nella Zisa, il sole abbagliante della strada si rifletteva, per una gran porta sempre aperta, nell’interno del vestibolo. […]

In quella luce limpida e dolcissima, i mosaici d’oro splendevano, e nel silenzio mormorava piacevolmente una fontana. [..]

L’arte araba discende dall’alto della volta, in forma di cupola a nido d’api. Ed ecco la vasca, destinata a spandere intorno una costante freschezza.’

la Zisa Palermo

dalla Zisa, sguardo verso Palermo

 

La Zisa mi si presenta come un frammento di sogno rimasto incastrato in un nugolo di palazzi, traffico e cemento.

Se ne sta lì, imponente e muta testimone di un passato così remoto di Palermo che, visto da ora, sembra difficile anche da immaginare.

Che cos’eri Palermo, in quali forme ti offrivi al Mediterraneo, araba Balarm?

Al-Idrisi, un viaggiatore e geografo arabo del XII secolo,  mi risponde dalle pagine del ‘Libro di Ruggero’

‘Situata sulla riva del mare nel settore occidentale dell’Isola, essa è circondata da imponenti e massicce montagne e la sua riviera è amena, soleggiata e ridente. [..] Le acque attraversano da tutte le parti la Capitale della Sicilia, dove scaturiscono anche fonti perenni. Palermo abbonda di alberi da frutto ed è dotata di edifici e luoghi di delizie talmente sontuosi da disorientare chi si accinge a descriverli e abbagliare le menti degli intenditori: a dirla in una parola sono una vera seduzione per chi li ammira’

Stando alle parole di Al-Idrisi Palermo non aveva nulla di meno di Cordova e del Cairo: contava 250 mila abitanti, in un periodo storico in cui Milano e Roma ne avevano appena 30 mila.

la Zisa Palermo

La Zisa, iscrizioni in quattro lingue

 

Allora mi chiedo: è’ davvero muta la Zisa?

O forse sono io che devo mutare sguardo, seppellire i condomini e il traffico in una coltre di giardini lussurreggianti e con l’orecchio attento seguire il gorgoglio gentile dell’acqua..

La vedo percorrere l’ immenso Parco Reale normanno, brillante di fiori, intenso di profumi, sonoro di canti e di piume. La seguo e mi conduce verso quest’antro alto e misterioso, la Sala della Fontana, dove un baluginìo dorato guida il mio sguardo.

I pavoni, gli arcieri prendono vita dal mosaico.

la Zisa Palermo

la Zisa, mosaici nella Sala della Fontana

 

In questa dimensione onirica, tutto diventa possibile.

Palermo è ancora una gemma incastonata fra rose odorose e un mare di aranci.

Alte montagne incombono sulla Conca d’oro, percorsa dai fiumi Kemonia e Papireto, da acque sorgive e acque condotte grazie ai canali fino alle fonti in città.

L’anima liquida e sotterranea di Palermo scorre nei qanat, la ricca eredità idraulica che i normanni ricevettero dal passato arabo.

Sono pronta ad immergermi in Al Aziz, la Splendida.

la Zisa Palermo

la Zisa, la Sala della Fontana

 

LA ZISA, OVVERO ENTRIAMO in  AL AZIZ

Il Castello della Zisa oggi ospita i rari pezzi del Museo di Arte Orientale di Palermo.

la Zisa Palermo

La Zisa, arte islamica

 

La sua architettura massiccia  di tre piani fu voluta nel XII secolo dai re normanni (Gugliemo I ‘il Malo’ e Guglielmo II ‘Il Buono’) che chiamarono costruttori e artisti islamici.

La Zisa era luogo di sollazzi reali ed aveva delle importanti innovazioni per l’epoca: la Sala della Fontana, iwan, con nicchie, muqarnas, fontana a cascata con rilievi a zig-zag (sadirwan) e canale artificiale che conduceva l’acqua, fra il pavimento di marmo, fino al bacino davanti al palazzo.

Zisa Sala della Fontana

la fontana con motivi a zig-zag

 

Il flusso costante di acqua della Sala della Fontana serviva a rinfrescare l’aria ed era progettata in relazione alle dimensioni complessive della costruzione.  

La Sala era rivolta a nord-est, cioè verso il mare, per catturare le brezze marine notturne, che si rinfrescavano ulteriormente passando sul grande bacino davanti al palazzo.

Un ingegnoso sistema di condotti di areazione percorreva i tre livelli della Zisa; assieme alle mura spesse e alle finestre schermate da preziosi merletti in legno (mushrabiyya), serviva a mantenere freschi gli ambienti interni. E funzionano ancora oggi, percorrendo le scale sentirete che soffio! 

la Zisa Palermo

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‘dicono la Zisa, anticamente, al tempo degli emiri conquistatori, fosse contornata da magnifici giardini.

Il silenzio e il mistero piacevano a quei raffinati, i quali amavano, come i Mori odierni, di avvolgere nell’ombra la loro vita intima. [..]

Il popolo crede che in certe notti, nell’alto silenzio, i re normanni escano dal palazzo accompagnati da numerosa scorta. Questi re, [..] passano lentamente, seguiti da una infinita schiera di vergini bianche, recanti un giglio in mano e accompagnate da genii ancora più vaporosi.

L’apparizione si dirige verso il giardino, ove scompare.

Si dice che in quel momento gli aranci in fiore, i limoni e le rose spandano un odore così acuto, che si è presi da un sonno irresistibile’

la Zisa Palermo

La Zisa, i pavoni

 

‘ tutte le volte che ti piacerà tu vedrai la più bella parte del più splendido regno, il mare, la montagna che lo domina e le cui cime sono coperte di narcisi..

tu vedrai il grande Re del secolo, in un bel soggiorno che conviene alla magnificenza e alla gioia;

è il paradiso terrestre, il Mosta’izz che s’apre dinanzi a te, e questo palazzo è l’Aziz’.

la Zisa Palermo

La Zisa, una finestra

la Cuba Palermo

imponente, la Zisa

 

LA ZISA E I DIAVOLI: SIETE PRONTI A CONTARE?

Se alzate lo sguardo mentre siete vicino alla Sala della Fontana, noterete che dalla volta, in alto, vi stanno sbeffeggiando alcuni diavoli.

Ma quanti sono? Alcuni a figura intera, altri solo in parte.. non stanno fermi per non farsi contare! Girerete su voi stessi, e perderete il conto.. 

La leggenda li vuole custodi di un magnifico tesoro nascosto nella Zisa. Chi riuscirà a contarli romperà l’incantesimo e troverà il tesoro.

Da ciò proviene un detto popolare a Palermo:

“E chi su, li diavoli di la Zisa?”

(E che sono, i diavoli della Zisa?), per dire che tornano i conti.

zisa diavoli

i diavoli della Zisa

 

LA CUBA, GUARDATELA CON LA FORZA DELL’IMMAGINAZIONE

L’architettura della Cuba, oggi in uno stato abbastanza desolato su Corso Calatafimi, voglio vederla con gli occhi della fantasia.

Assieme alla Zisa, faceva parte dell’immenso parco del Genoardo che cingeva Palermo.

Un’iscrizione araba ci dice che la Cuba sorse per desiderio di Guglielmo II.

Guglielmo II iniziò a regnare appena tredicenne ed ammirava molto la cultura islamica, ho letto che si vestiva da emiro.

la Cuba Palermo

la Cuba

 

La Cuba era’ circondata da un immenso specchio di acqua artificiale,  vi si accedeva con un ponticello. Ecco spiegato il motivo del suo basamento alto più di tre metri.

La facciata è scandita da arcate cieche a doppia ghiera, in cui si aprono finestre e nicchie allungate. Oggi l’interno della Cuba manca completamente di una copertura ed è mal messo. Gli studiosi pensano che anche anticamente fosse un edificio senza copertura e con un impluvium a pavimento.

la Cuba Palermo

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All’interno della Cuba sono ancora visibili le nicchie decorate con muqarnas.

Se siete in visita alla Cuba, potete avventurarvi a vedere la Piccola Cuba che un tempo abbelliva il parco; oggi è tristemente circondata da condomini.

la Cuba Palermo

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la Cuba Palermo

La Cuba, interno

 

Vicino alla Cuba, in un edificio, sono conservate le iscrizioni arabe che Michele Amari ritrovò in uno scavo ai piedi della Cuba stessa.

‘[Nel] nome di Dio clemente e misericordioso. Bada qui, fermati e mira! Vedrai l’egregia stanza dell’egregio tra i re di tutta la terra Guglielmo II re cristiano. Non v’ha castello che sia degno di lui … Sia lode perenne a Dio. Lo mantenga ricolmo e gli dia benefici per tutta la vita

la Cuba Palermo

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la Cuba Palermo

La Cuba, una ricostruzione ideale

 

APPROFONDIMENTO: LA ZISA E’ FIGLIA DELLA FAVARA, OVVERO DEL CASTELLO DI MAREDOLCE

Guglielmo I volle la Zisa forse per emulare il padre, Ruggero II che fece costruire la Favara, l’odierno Castello di Maredolce.

La Favara, o Fawwarah (fonte che ribolle, in arabo), era il ‘sollazzo’ voluto da Ruggero II, circondata per tre lati da un bacino artificiale così grande da accogliere un ‘isolotto’ di due ettari di estensione.

Ce la racconta Benjamin da Tuleda, in Sicilia nel XII secolo:

‘ E’ una zona ricca di sorgenti e ruscelli d’acqua, di frumento e orzo, di orti e giardini: non c’è nulla di simile in tutta l’isola di Sicilia.

Qui si trovano le proprietà e i giardini dei re, chiamati al-Harbina: contengono alberi da frutta di tutti i tipi e una grande fontana, e sono cinti da mura. Hanno costruito là una cisterna chiamata Buhayra, con molte specie di pesci; il re si diverte a navigarci assieme alle sue donne, su barche ricoperte d’oro e d’argento.

Nel parco c’è anche un grande palazzo con mura dipinte e ricoperte d’oro e d’argento; sui pavimenti di marmo risaltano disegni d’ogni genere in oro e argento.

Da nessuna parte c’è un edificio pari a questo’.

la Zisa Palermo

La Zisa, capitello con uccelli

 

COME ARRIVARE ALLA ZISA E ALLA CUBA

La ZisaPiazza Zisa – Palermo

La CubaCorso Calatafimi, 100 

(è ancora in attesa di far parte del percorso arabo-normanno ufficiale)

 

BIBLIOGRAFIA

Palermo normanna’ – Ferdinando Maurici

’Palermo – Viaggio in Sicilia’ – Gaston Vuillier

la Zisa Palermo

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