Fonte Gaia a Siena: la linfa sotterranea di Diana

- Arte, Cultura, Siena, Toscana
Siena Fonte Gaia

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Dove si segue la traccia delle acque sotterranee sacre a Diana, per arrivare a Siena, nella Piazza del Campo e rinascere in Fonte Gaia

Ho scorto una donna col cuore di conchiglia.

Celato, antico palpito discende dove scorrono le radici.

Distesa a terra nell’abbraccio del tufo, lei scruta il Cielo, vestita con luce di Luna.

Un fiero custode la veglia, turrito verso il Sole, perché nessuno scalfisca la sua purezza.

Ho visto una donna diventare linfa di una Città, donarle il suo spirito rigenerante, chiedendo in cambio di sgorgare dalla sua fonte più bella.

Un rito antico si rinnova al gorgoglìo delle sue acque.

Diana è la donna e la sua Fonte vivifica Siena.

La Fonte Gaia.

 

Siena Fonte Gaia

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siena torre del mangia

la Torre del Mangia, fiero custode di Siena

 

SIENA, FONTE GAIA E DIANA: UN LEGAME CTONIO

La presenza di Diana a Siena vi giungerà all’orecchio come un ‘mitico’ fiume sotterraneo che i Senesi hanno sempre cercato invano, attirandosi per questo gli scherni di Dante nella Divina Commedia.

Probabilmente il fiume sotterraneo è il simbolo di un legame fra la storia di Siena e il concetto etrusco e poi romano di una Natura generatrice, impersonata dalla figura di Diana.

Diana, conosciuta come Dea della Caccia, aveva il suo santuario più grande nei boschi vicino ad Ariccia, vicino al lago di Nemi.

Il suo legame con l’acqua le deriva  per assimilazione con l’antica Genita Mana, divinità protettrice dei parti: l’acqua della vita sgorga dal ventre della Grande Madre, la Natura.

La stessa acqua vitale a cui anelavano i senesi, che vivevano in una città lontana da grandi corsi d’acqua.

Siena Fonte Gaia

Ricostruzione antica della fonte al Santa Maria della Scala

Siena Fonte Gaia

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Ecco che nel Campo a forma di conchiglia, Siena volle l’acqua della Diana, a cui si sovrappose il culto, sentitissimo, della Maria cristiana.

La Fonte venne chiamata Gaia, in ricordo dei grandi festeggiamenti che si tennero in tutta Siena quando l’acqua zampillò per la prima volta nella piazza del Campo.

Ma Gaia deriva anche da Gea, la Terra, grande madre generatrice.

Nella Fonte Gaia scorre la linfa vitale di Siena.

Siena Fonte Gaia

l’abbraccio di Piazza del Campo attorno a Fonte Gaia

siena fonte

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FONTE GAIA E I DUE JACOPO

Nel 1343 fu Jacopo di Vanni di Ugolino a portare l’acqua nella Piazza del Campo sviluppando un complesso sistema di ingegneria idraulica già esistente: i bottini.

Il bottino maestro andava ad intercettare le vene d’acqua presenti nel sottosuolo nella zona nord della Città e grazie a otto anni di lavori e canalizzazioni scavate nel tufo lunghe circa 25 chilometri, portò l’acqua sorgiva nella piazza del Campo.

Nel 1408 fu invece un altro Jacopo ad essere incaricato della realizzazione di Fonte Gaia: Jacopo della Quercia, uno dei maggiori scultori del XV secolo.

Il lavoro venne svolto in più riprese e completato in 10 anni.  Jacopo della Quercia mise al centro della composizione la Madonna, affiancata dalle Virtù, ispiratrici del Buon Governo

Sulle colonne ai lati della fonte, pose le sculture di Acca Larenzia e Rea Silvia, un riferimento al legame di Siena con Roma.

Siena Fonte Gaia

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Siena Fonte Gaia

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FONTE GAIA AL SANTA MARIA DELLA SCALA

Gli originali di Fonte Gaia sono oggi esposti al Santa Maria della Scala, dopo 10 anni di restauri svoltisi in un laboratorio appositamente costruito all’interno dello Spedale.

Le sculture di Jacopo della Quercia furono rimosse dalla Piazza del Campo a causa del cattivo stato di conservazione: furono realizzate nel friabile marmo della Montagnola senese, soggetto all’azione degli agenti atmosferici e all’incuria dell’uomo.

La Fonte Gaia venne quindi ricostituita nel XIX secolo con delle copie in marmo di Carrara, eseguite dallo scultore Sarrocchi.

Siena Fonte Gaia

Museo Santa Maria della Scala

Siena Fonte Gaia

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Siena Fonte Gaia

sulla destra, originale di Fonte Gaia

 

APPROFONDIMENTO: REA SILVIA E ACCA LARENZIA

Perché il legame con Roma venne reso proprio con Rea Silvia e Acca Larenzia?

Rea Silvia è probabilmente un ulteriore riferimento all’acqua. Dette alla luce i due gemelli fondatori di Roma, Romolo e Remo che furono gettati nel Tevere per ordine del crudele Amulio.

In Fonte Gaia simboleggia forse il potere rigenerante delle acque che sgorgano dal sottosuolo grazie a Diana?

Abbiamo poi Acca Larenzia, sposata col pastore Faustolo che trovò i gemelli Romolo e Remo e li affidò alla moglie perché li allattasse. Acca Larenzia, in questa versione della leggenda, veniva chiamata ‘lupa’, la lupa che allattò Romolo e Remo.

Acca Larenzia era la madre di 12 figli che assieme a Romolo, costituirono i Fratelli Arvali, un collegio sacerdotale romano che curava la maturazione delle messi nei campi.

Il Santuario in cui gli Arvali officiavano i loro riti propiziatori era dedicato alla dea Dia, che rappresentava le messi, la cui fecondità era legata a Diana, signora delle Acque.

Rappresentato in Fonte Gaia abbiamo il legame fluido fra l’antica Dia, la Bona Dea, Diana, la Madonna, madre e protettrice di Siena.

Un bellissimo simbolo di rinascita che non conosce barriere.

Siena Fonte Gaia

Fonte Gaia a Siena

 

BIBLIOGRAFIA

‘Siena segreta’ – V. Serino – Betti Editrice

 

COME VISITARE I BOTTINI

A Siena è possibile visitare i bottini e il Museo dell’Acqua  grazie all’Associazione La Diana che organizza delle visite guidate

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