Ferrara, il Salone dei Mesi a Palazzo Schifanoia: un Diamante incastonato in un Anello

- Cultura, Emilia Romagna, Ferrara
palazzo schifanoia salone dei mesi

Agosto e il Trionfo di Cerere sul carro trainato da dragoni alati

Ferrara, la Città Magica custodisce nel Salone dei Mesi uno dei più misteriosi cicli pittorici del Rinascimento. Entriamo a Palazzo Schifanoia, la Delizia del Duca Borso d’Este

Il Salone dei Mesi  impone il silenzio.

Il senso di stupore va oltre le parole.

Non ne servono per condensare la magnifica sapienza di questo salone.

L’alone di mistero, il linguaggio simbolico emanano dagli affreschi come qualcosa di immediatamente percepibile.

La Corte Estense, gli eruditi che riuscì a catalizzare, esprimono in questo luogo di delizie uno dei loro messaggi più raffinati.

Avrei dovuto saperlo che sarei rimasta incantata.

Avrei dovuto conoscermi: ogni meraviglia scatena una nuova cerca.

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Palazzo Schifanoia, Salone dei Mesi

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Mese di Aprile, corsa al Palio di San Giorgio

PALAZZO SCHIFANOIA: UNA DELIZIA DELLA CORTE ESTENSE

Palazzo Schifanoia fu costruito per i momenti di piacere e di studio (da qui deriva il nome “schifare la noia”).

Fa parte delle “Delizie estensi” in cui la famiglia D’Este organizzava feste e giochi per celebrare il magnifico modo di vivere delle corti rinascimentali.

In particolare fu il Duca Borso d’Este che, assieme alla sua Bibbia, fece di Palazzo Schifanoia uno dei suoi motivi di vanto.

All’epoca del governo di Borso (XV secolo), il Palazzo era formato da un solo piano. Borso fece raddoppiare la costruzione verso est, aggiungendo un corpo a due piani incentrato attorno allo splendido Salone dei Mesi.

Palazzo Schifanoia è bello ancora oggi, ma immagino come dovesse esserlo al suo massimo splendore quando era completamente affrescato anche all’esterno ed era dotato di un giardino più grande, ricco di logge e di scale oggi scomparsi.

Purtroppo col declino degli Estensi, anche Palazzo Schifanoia subì i danni della trascuratezza e dell’uso improprio che se ne fece, addirittura come magazzino.

Solo nel 1820, sotto l’imbiancatura delle pareti, riapparvero tracce di splendidi affreschi: si trattava del Salone dei Mesi.

Palazzo Schifanoia tornò a rifulgere dell’antico splendore.

Tornò ad essere “un diamante incastonato in un anello”.

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Palazzo Schifanoia, Mese di Marzo dipinto da Francesco Del Cossa

 

IL SALONE DEI MESI: UN AFFRESCO DI SAPIENZA

Borso d’Este riuscì a richiamare alla corte estense i maggiori artisti e sapienti della sua epoca. Grazie al suo mecenatismo, prese forma l’Officina Ferrarese sotto la guida del pittore Cosmè Tura.

Tura non partecipò direttamente alla realizzazione del Salone dei Mesi, ma fece da ispirazione il suo stile pittorico articolato e misterioso.

Francesco del Cossa curò i mesi di Marzo ed Aprile, dove mise in pratica le sue conoscenze prospettiche (il paggio seduto sul cornicione sembra uscire dal dipinto!).

Un denso alone di mistero si avverte entrando nel Salone dei Mesi. La penombra in cui è avvolto l’ambiente non fa che esaltare la ricchezza di dettagli della composizione.

Gli affreschi del Salone sono a tema allegorico e zodiacale.

Borso d’Este si avvalse delle conoscenze di un umanista, Pellegrino Prisciani.

Il Prisciani era astrologo, astronomo, storiografo e bibliotecario di corte; possedeva quindi una vasta cultura grazie alla quale alimentava di magia e di mistero la corte ferrarese.

Quando nell’800 emersero gli affreschi, scatenarono numerosi dibattiti e studi sul loro significato.

Le pitture sono divise in dodici parti, una per ogni mese dell’anno.

Ogni parte è suddivisa in tre fasce:

  • Nella fascia superiore vi sono i pianeti/divinità, cioè le cause creatrici
  • Nella fascia intermedia abbiamo i segni zodiacali, che rappresentano le energie creative
  • Nella fascia inferiore gli effetti nel mondo terrestre con rappresentate le tipiche attività umane dei diversi mesi dell’anno

Il Salone dei Mesi fa dunque dialogare il Cielo (le divinità planetarie) con la Terra attraverso l’energia dei segni zodiacali.

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Salone dei Mesi, parete settentrionale

 

Il Prisciani probabilmente si rifece all’Astronomicon di Manilio (un astronomo latino del I secolo) per attribuire un governo planetario a ciascun mese dell’anno: Minerva per il mese di Marzo a proteggere l’Ariete; Venere per il mese di Aprile con il Toro, Apollo, accompagnato dalla gemella Aurora, per il mese di Maggio coi Gemelli; Mercurio per il mese di Giugno e il segno del Cancro; Giove e Cibele siedono sul carro di Luglio sopra al segno del Leone; Cerere col mese di Agosto e il segno della Vergine; chiude Vulcano per il mese di Settembre e la Bilancia.

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Salone dei Mesi, Aprile e il carro di Venere con Marte incatenato e inginocchiato davanti alla Dea dell’Amore

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Aprile, le Tre Grazie sopra scene di effusioni fra cortigiani

 

Purtroppo gli altri mesi sono arrivati a noi in precarie condizioni a causa della trascuratezza patita lungo i secoli.

Nella fascia intermedia, ogni segno zodiacale è accompagnato da due figure, sono i decani dei segni dello zodiaco, una raffinatezza dovuta alla eclettica cultura del Prisciani.

Nel 1912 Aby Warburg arriva a comprendere che i decani sono tratti sia dal citato Astronomicon, sia dall’astronomo-poeta persiano Albumasar, sia dal Picatrix, un trattato di magia medievale.

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Salone dei Mesi – Il segno dell’Ariete

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Mese di Aprile, col segno del Toro, l’uomo con la chiave è Sirio

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Mese di Aprile, la donna col bambino è la costellazione delle Pleiadi

 

Nella fascia inferiore, il buon osservatore noterà che compare spesso lo stesso volto.

Fategli un inchino perché è grazie al suo volere che Schifanoia divenne splendido: siete davanti proprio a Borso d’Este!

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Palazzo Schifanoia, la elaborata composizione attorno al Duca Borso

 

INFORMAZIONI

Palazzo Schifanoia, via Scandiana, 23 – Ferrara

Orari di visita

 

BIBLIOGRAFIA

“Estensi – Storia, simboli e magie di corte” – Elisabeth Mantovani – Edizioni Artestampa

 

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