Il Duomo di Siena e Wagner: storia di un colpo di fulmine

- Arte, Cultura, Siena, Toscana

Le architetture gotiche del Duomo di Siena incantarono anche Wagner che le scelse come ambientazione del Parsifal.

 

Sono i tuoi piedi quelli che scendono da via Camporegio.

Muovili lentamente, perché hai una grande architettura da guardare.

E’ il Duomo di Siena, maestoso a proteggere le case che sovrasta.

Quando sparirà dalla vista, so che ti affretterai, vuoi arrivare a vederlo da vicino.

Via di Città, via del Capitano, e poi finalmente, lo slargo della piazza.

Tum, tum, tum.. il cuore accelera i battiti.

Sarà stata la corsa?

I marmi policromi, il leone alato, il toro, il cavallo, il bianco e il nero, gli intrecci delle modanature.

Lo sguardo rimbalza, la meravigliosa teoria della facciata non lo fa stare fermo.

No che non è stata la corsa.

La Bellezza del Duomo di Siena ha esercitato ancora il suo fascino.

Lo fece anche nel 1880.

A restare rapito, allora, fu Richard Wagner.

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Duomo di Siena, esterno

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Duomo di Siena, dettaglio della facciata

 

IL DUOMO DI SIENA E WAGNER: LA SCENOGRAFIA DEL PARSIFAL

Wagner lavorava al Parsifal già da un paio d’anni quando giunse a Siena, prendendo alloggio alla Villa Torre Fiorentina, fuori Porta Camollia.

Il giorno stesso dell’arrivo, i coniugi Wagner, come magnetizzati, si recano a vedere la Cattedrale.

L’incantesimo scatta immediatamente.

La moglie Cosima, nel proprio diario, descrive con queste parole l’impressione intensa che il Duomo esercitò sul marito: “Richard è commosso fino alle lacrime, dice che è l’impressione più forte che abbia mai ricevuto da un edificio”.

L’interno del Duomo così solenne , tutto giocato sulle forme gotiche in bianco e nero, ispirano Wagner per la scenografica apoteosi del Parsifal.

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Duomo di Siena, la cupola

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Duomo di Siena, interno in bianco e nero

 

Ogni volta che è a Siena, Wagner torna a visitare il Duomo.

Lo spazio esagonale sotto il tamburo della cupola si intona alla scena del Castello di Monsalvato, dove è custodito il Graal.

Un’iscrizione in particolare, colpisce il Compositore: “Castissimum Virginis Templum Caste Memento Ingredi”. E’ all’inizio della navata centrale e avverte il visitatore di entrare castamente nel castissimo tempio della Vergine.

Wagner esplora il labirinto bianco e nero delle colonne, solleva gli occhi verso la cupola.

La luce densa e onirica che raccoglie, la possiamo ammirare ancora oggi.

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Duomo di Siena, le volte blu con le stelle

 

WAGNER E IL PARSIFAL

Per capire l’importanza che ha rivestito il Duomo di Siena per il Parsifal di Wagner, ripercorriamo brevemente quest’opera.

Il Parsifal si rifà al mito arcaico del Re Pescatore, il re che ha perso la virilità a causa di una misteriosa ferita, rendendo sterile la propria terra.

Nell’Alto Medioevo, il mito si traduce nella leggenda della Coppa del Sacro Graal. In Wagner, il Graal è custodito nel Castello di Monsalvato dove il Re Amfortas, a causa di una grave ferita, non riesce a contrastare il Mago Klingsor che si impossessa della coppa e della lancia di Longino.

Il giovane Parsifal, resistendo alle tentazioni della carne personificate dalle fanciulle-fiore del giardino del castello di Klingsor, riesce a ritrovare la lancia di Longino e a guarire la ferita del Re Amfortas.

Nel castello moresco di Monsalvato, Parsifal celebra con la coppa del Graal un rito di rigenerazione per i cavalieri del tempio.

Questa è la scena che prese forma nella mente di Wagner, quando entrò nel Duomo di Siena.

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Duomo di Siena, la navata centrale

INFORMAZIONI UTILI

Per la visita del Duomo, orari e biglietto

Un articolo sulle enigmatiche tarsie del pavimento del Duomo di Siena

 

BIBLIOGRAFIA

“Soggiorni senesi tra mito e memoria” – Roberto Barzanti, Attilio Brilli – Silvana Editoriale

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Piazza Duomo, porta

 

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